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Attività

Il contratto di Temporary Manager

Minds for Managers si pone con i propri clienti attraverso un mandato professionale ove, dopo aver definito lo staus quo dell'azienda presso cui si concretizza l'intervento e gli obiettivi condivisi, si elencano i ruoli dei managers impegnati, le deleghe ad essi attribuite, la durata dell'intervento, i corrispettivi. Questi ultimi potranno essere in parte pattuiti anche in forma variabile in funzione dei risultati conseguti. Lavorare per obiettivi infatti è una prerogativa costante dei nostri managers maturata negli anni di esperienza in aziende ampliamente strutturate.

Governance

Particolare importanza hanno le deleghe essendo quest'ultime fondamerntali per una corretta e trasparente gestione aziendale che dovrà necessariamente separare il potere strategico volitivo della compagine sociale da quello operativo corrente dei managers il cui raggio d'azione, seppur preventivamente definito con l'attribuzione delle formali deleghe di potere, dovrà avare la necessaria autonomia al fine di non distogliere l'impegno dagli obiettivi primari fissati dagli azionisti; i professionisti di Minds for Managers inoltre operano assumendosi in prima persona anche la responsabilità della gestione, ad esempio accollandosi spesso anche la legale rappresentaza dell'azienda.

Il contratto di Temporary Management (TM) non è una consulenza. Il temporary manager gestisce ed esegue, il consulente consiglia: questa in sintesi la distinzione. Esiste peraltro molta confusione sui due ruoli per una serie di motivi:

  • molti consulenti affermano di essere in pratica dei temporary manager, perchè "l’impresa fa ciò che io le indico di fare”. Sappiamo bene che invece spesso l'imprenditore NON ascolta i consigli, anche se vengono da un professionista storico e molto fidato.
  • E' vero che il TM opera con un rapporto di collaborazione professionale e quindi con la veste formale di consulente (emette fattura); non va però confuso l’aspetto contrattuale con l’aspetto sostanziale dei contenuti dell’incarico e delle competenze richieste al manager, ovvero deleghe e capacità di esecuzione. Per questo Minds for Managers ha sviluppato un proprio format di contratto-mandato professionale.
  • Il TM non è alternativo alla consulenza, è semplicemente una professione diversa, che richiede a sua volta attitudini, motivazioni e competenze diverse da quelle normalmente identificabili in un consulente.
  • Esiste in realtà un sottile legame tra TM e consulenza: spesso, un intervento di TM segue un intervento di consulenza, svolto da altri, nel quale sono state identificate e definite una serie di azioni da intraprendere per raggiungere un dato obiettivo: il temporary manager diviene colui che implementa quanto suggerito dal consulente. In alcuni casi, l’intervento stesso di TM viene preceduto da un intervento di tipo consulenziale finalizzato ad identificare le leve critiche su cui l’intervento stesso dovrebbe operare. In particolare Minds for Managers esegue SEMPRE un check preliminare per verificare la fattibilità del piano proposto da terzi riservandosi le propre osservazioni e/o proposte migliorative.

In pratica, il TM viene a porsi come una terza via attraverso la quale l’ azienda può approvvigionarsi di risorse finalizzate a migliorare sia la propria performance che il livello delle proprie capacità di gestione. Allorquando le alternative praticabili erano solamente due, la consulenza e la dirigenza tradizionale, esisteva un’ area grigia di problemi non risolti o risolti in maniera non ottimale; oggi è invece possibile risolvere operativamente tutta una serie di problemi aziendali senza dover appesantire la struttura dei costi fissi di lungo periodo.

Il contratto di TM non è lavoro interinale

Al di là di possibili analogie di natura giuridica, il lavoro interinale opera su figure professionali generalmente di profilo più basso, e quindi con logiche totalmente differenti: non è infatti casuale che a tutt’ oggi i maggiori operatori nel settore del TM provengano dalla consulenza e/o dalla ricerca di manager di alto livello. Minds for Managers tuttavia ha voluto ulteriormente distinguersi ed opera SOLO CON MANAGERS che hanno conseguito lunga esperienza operativa in aziende strutturate ritenendo l'esperiza sul "campo" fondamentale per il proprio approccio.

Non è un mestiere per chiunque

Fare il manager è già un lavoro duro di per sè. Rivolgersi alle PMI piuttosto che alle grandi aziende significa, gioco forza, anche dover condividere più funzioni e ruoli. Anche un manager di successo di lunga esperienza può non trovarsi a suo agio nell'impatto di quotidianità in cui viene catapultato ad esempio in un momento di stress finanziario di un'azienda in crisi.

Tuttavia, la ricerca di nuove sfide intellettuali spinge manager a livello di Direzione Generale a confrontarsi con incarichi di tipo specialistico/funzionale, senza alcun problema di demotivazione o di accettazione dell’ incarico come extrema ratio: si tratta di manager che vendono know how, a cui non interessa più una carriera di tipo tradizionale e che hanno già svolto ruoli con successo.

Dalle esperienze europee emerge come sia in atto un movimento di progressiva diminuzione dell’età di coloro che valutano seriamente il TM come una possibile opzione professionale: il fenomeno è fortemente rilevabile in Inghilterra, come in Germania, come in Francia. Per quanto riguarda l'Italia, si possono solamente fornire alcune piccole evidenze concentrate in particolar modo nel Nord. MInds for Managers per questo nel tempo ha perseguito anche un parallelo progetto di formazione, coinvolgendo sul campo anche giovani con l'ambizione di poter costruire una classe di nuovi managers di alto profilo in tempi decisamente più ridotti di quelli a cui oggi siamo abituati. Il tutto a vantaggio delle PMI che potranno così usufruire prima ed a costi più contenuti di personalità altamente qualificate.

Essere stato un manager di successo è infatti condizione necessaria, ma non sufficiente per diventare un buon temporary. E’ un problema di competenze specifiche, ma anche di caratteristiche psicologiche e personali, non ultima la capacità di gestione dello stress. Su questo ultimo tema noi fondiamo molta della formazione dei nostri giovani.

Il profilo standard di un Executive Temporary Manager

Il requisito primario è l'aver maturato una considerevole esperienza in ruoli SENIOR all'interno del settore privato o anche pubblico. In generale, si tratta dunque di manager che possono vantare un pedigree di successo che li ha portati ad occupare posizioni di responsabilità sia a livello di conduzione d’ azienda sia a livello di primi riporti funzionali. La specializzazione professionale e funzionale non è in sé rilevante.

Tutto ciò però per Minds for Managers non basta: il temporary manager risulta dal connubio tra un profilo professionale da cui emerga con chiarezza la sua capacità a risolvere dei problemi, più che a ricoprire una posizione, ed un profilo personale e motivazionale particolare.

Alcuni tratti comuni:

  • la rapidità di analisi e di valutazione di una data situazione, unite alla capacità di definire rapidamente dei piani operativi vincenti;
  • l’ attitudine a creare rapidamente un ambiente di lavoro motivante e a gestire attraverso l’esempio e il coinvolgimento operativo diretto;
  • il senso e il valore del risultato: il lavoro deve essere fatto e da ciò deriva soddisfazione personale;
  • un forte coinvolgimento personale unito ad una grande capacità di lavoro;
  • la capacità di ascolatare l'imprenditore che resta il fulcro principale della nostra economia;
  • il desiderio di trasmettere know how ed esperienza.

Diventare un temporary manager è sostanzialmente un percorso mentale: fatta salva la componente di competenze tecniche, ciò che fa la differenza tra un vero temporary manager e chi si improvvisa tale per necessità è il percorso personale, psicologico e mentale, che è stato fatto.

Su questi fondamentali parametri operano i managers di MInds for Managers.